ARGOMENTI CORRELATI

Marmashakti and Ayurveda

















"What is marma shakti? It is a powerful instrument of Ayurveda that originated 5,000 years ago. It is a process and a therapy that works with 108 subtle and sensitive energy points to open energy channels in the body called strotras.

Like marma chikitsa, marmasakti works with many knoledge of Ayurveda and the Practice of Marma works on many levels - physical, emotional, mental and spiritual.
It can be used to balance the doshas, to increase agni (the digestive fire), for detoxification (reduce ama), as well as to promote energy (vajikarana) and aid in rejuvenation (rasayana).
The treatment of marmas, though having many methods, is primarily a matter of therapeutic touch. Ayurveda employs massage and pressure (like acupressure) to marma points.

"The practice of Marma is a shakti - and 'shakti' means energy".

To activate "SHAKTI" the energy, you need to know Marma Points and how to take action, to practice, on these points.

"Marma is the secret art and science of ancient Ayurveda Masters which has been handed down through an important lineage of sages and masters, to their disciples for over thousands of years.
Marmashakti is a reliable and useful treatment of Ayurveda Healing Arts grouping ancient knowledge and science lineages.

These are the five key lines:

Science of Ayurveda: Twak sangrahan vidyam
Science of Marma: Marma vigyan
Aroma therapy Sugandh vigyan
Touch therapy Sparsh vigyan
Mantra therapy Mantra vigyan


Role of Marmashakti

There are four basic purposes of marma treatment:

1) It removes blocks in energy channels called strotras

2) It pacifies vata dosha, (air and space elements ), bringing it to its normal path- especially vyana vata, (a sub-dosha which controls the autonomic nervous system.

3) It creates physical, mental and emotional flexibility. Because of ama (toxins) and because of vata, human beings after 35 or 40 years of age become rigid - and this happens to animals and plants too. As vata increases in our body, we experience degeneration. This rigidity can mean becoming fixed in ideas, emotions and physical movements. Symptoms associated with aggravated vata include low-back pain, arthritis, frozen shoulder, blockages in the neck, or tightness when people get up in the morning. Marma therapy dramatically reduces vata, ameliorating the associated symptoms.

4) It creates an opportunity to experience powerful and dynamic transformation at the physical, mental, emotional and spiritual levels by building a positive link with the unconscious mind.
Many times we are not able to go outside our 'comfort zones.' We think we have absolute limitations.

Ayurveda. principi fondamentali
















Aspetti filosofici e cosmologici

Corpo, mente e anima, questi tre sono come un tripode; il mondo si regge sul loro insieme; in loro prende dimora ogni cosa. Questo insieme esiste per il Purusha, l'essere conscio. Questo è il soggetto dell'Ayurveda,
è per questo che gli insegnamenti dell'Ayurveda sono stati rivelati.
Charaka Samhita, Sutrasthana I.46-47


Per avere una chiara comprensione dei concetti di base dell'Ayurveda, è necessario vedere quali sono i principi filosofici da cui essi originano e quale è la visione cosmologica, cioè come si intende il processo della creazione.

L'impianto filosofico e cosmologico dell'Ayurveda si fonda a sulla filosofia Samkhya, uno dei sei sistemi della filosofia vedica. I sei sistemi della filosofia indiana sono:

1. Nyaya - Scuola della logica,
2. Vaisheshika - Scuola dell'atomismo,
3. Samkhya - Scuola dei principi cosmici,
4. Yoga - Scuola dello Yoga,
5. Karma Mimamsa - Scuola dei rituali,
6. Vedanta - Scuola teologica o metafisica.

Il Samkhya venne esposto in origine dal saggio Kapila in un'epoca molto remota e tratta soprattutto dei principi cosmici, in esso troviamo le intuizioni fondamentali dei Veda e delle Upanishad. Sia lo Yoga classico descritto da Patanjali negli Yoga Sutra, che l'Ayurveda classico di Charaka e Sushruta si basano sulla scuola di pensiero del Samkhya.

Il concetto di Dharma o Legge Naturale

Nell'introduzione all'Ayurveda si è parlato dei quattro principali obbiettivi della vita di cui il Dharma è il primo (gli altri tre sono Artha , ricchezza; Kama appagamento dei desideri; e Moksha , liberazione).

Il Dharma si riferisce alle leggi di natura che governano l'intero universo, Dharma è il principio fondamentale che sostiene tutta la creazione, ciò che mantiene l'armonia e sostiene lo sviluppo di ogni cosa favorendone la crescita fino alla massima espressione.

I principi "dharmici", come per esempio le leggi della fisica, sono gli stessi per tutti gli esseri, il Dharma indica le leggi fondamentali universali su cui bisogna basare le proprie azioni per avere il sostegno dell'universo.

L'Ayurveda rappresenta un approccio dharmico alla salute e al vivere quotidiano, la vita vissuta secondo il Dharma è la base di tutti i trattamenti ayurvedici, dei regimi e stili di vita ayurvedici.
L'azione dharmica dà pace e felicità interiori e permette di seguire la pratica spirituale, l'azione contraria al Dharma , anche se può dare dei vantaggi esteriori momentanei, restringe la coscienza e produce uno stato di offuscamento e di agitazione della mente.

Tutti nella vita cercano la pace e la felicità, e alla fine questa ricerca riconduce l'individuo sulla strada del Dharma e dei benefici che essa comporta.

Una delle le leggi dharmiche più importanti è la legge del Karma che si può sintetizzare con la famosa massima "ciò che semini raccoglierai", nel senso che nella vita prima o poi bisogna sperimentare il frutto delle proprie azioni.

Un altro principio dharmico molto importante che riguarda la sfera dell'etica è Ahimsa o "non-violenza" più precisamente significa avere un atteggiamento per cui non si desidera nuocere ad alcuna creatura.

Ahimsa riguarda l'azione, la parola e il pensiero, l'insegnamento di Gandhi e il modo in cui ha operato per liberare l'India dalla dominazione britannica è forse l'esempio più noto dell'applicazione di questo principio.

Ahimsa è alla base del consiglio ayurvedico di preferire una dieta vegetariana; il cibo, così come il lavoro o la professione che scegliamo nella vita, dovrebbero seguire un'energia d'amore e non provocare danno ad altre creature e all'ambiente.

In un modo in cui tutto si sta globalizzando - problemi economici, ambientali, cultura, sviluppo compatibile, ecc. - risulta sempre più evidente che non è possibile avere successo nella vita o raggiungere la saggezza a spese degli altri e dell'ambiente in cui viviamo.

L'Ayurveda, così come lo Yoga, raccomandano la pratica giornaliera di canti e preghiere universali per invocare la pace e trasmettere la forza della non-violenza e la sua grande energia curativa. Uno di questi canti dice:

Sarve bhavantu sukhinah sarve santu niramayah sarve bhadrani pasyantuma kascit duhkhabhak bhavet. Om, Shanti, Shanti, Shanti.
Che tutti siano felici che tutti siano liberi dal male che tutti desiderino il bene altrui che nessuno debba soffrire. OM, pace (per noi), pace (per il mondo), pace (per l'universo).
Visione dell'universo e dell'essere umano basata sulla filosofia Samkhya

Per spiegare tutti i processi della creazione che avvengono nell'universo, il Samkhya presuppone l'esistenza di 24 principi cosmici primari (Tattva) con un venticinquesimo rappresentato dalla Pura Coscienza che trascende ogni cosa manifesta.

Purusha - Pura Coscienza

Il principio fondamentale all'origine dell'universo è la coscienza, l'ordine meraviglioso dell'universo riflette l'opera di una intelligenza suprema che viene chiamata Purusha.

La Pura Coscienza è l'origine della soggettività, del senso del sé, grazie al quale ci sentiamo individui capaci di agire indipendentemente.

Tutti noi ci consideriamo dotati di coscienza, questo avviene perché esiste una connessione con il Purusha all'interno di noi, sinonimo di Purusha è anche Atman o Sé superiore.

Essendo il Purusha di natura immateriale, ha bisogno del mondo materiale per avere la possibilità di fare esperienza.

Il Purusha è la base cosciente di tutte le manifestazioni, su questo concetto si basa l'insegnamento del Vedanta che vede il Purusha come unica realtà e considera la creazione materiale una realtà illusoria che brilla della sua luce riflessa.

Tattva - I ventiquattro principi cosmici

1. Prakriti - Natura Primordiale

Prakriti è la forma originale della materia, è l'essenza immanifesta, il potenziale non differenziato di tutto ciò che si manifesta. Prakriti o Materia Primordiale è insenziente, cioè non ha coscienza propria, è priva di soggettività ed è solo oggettività latente che per animarsi ha bisogno della facoltà di coscienza propria del Purusha.

Prakriti governa ogni movimento che avviene nel cosmo, mette a disposizione la materia prima con cui vengono formati i mondi sottili e grossolani e il corpo umano. Porta con sé i karma e i samskara (tendenze, disposizioni), in altre parole la memoria delle esperienze di vita per mezzo delle quali le creature viventi giungono all'esistenza.

Prakriti contiene in forma dormiente tutto ciò che si manifesta, essa è materiale nel senso che è uno strumento per poter dare al Purusha la possibilità di fare esperienza in modo che possa acquistare padronanza di sé e possa arrivare a comprendere la sua vera natura.
In Ayurveda Prakriti è alla base della espressione corporea individuale e del carattere di una persona. Ognuno di noi ha una Prakriti fisica determinata dalle caratteristiche strutturali del proprio corpo e una Prakriti mentale data dalle qualità della mente e del cuore.

Prakriti è composta dalle tre qualità fondamentali di Sattva, Rajas e Tamas, rispettivamente le qualità di luce, energia e materia. Per creare un qualsiasi oggetto sono necessarie tre cose fondamentali: ci vuole un'idea, Sattva; bisogna disporre di una qualche forma di energia, Rajas; e bisogna avere a disposizione della materia inerte da plasmare, Tamas.

Grazie all'interazione di queste tre qualità Prakriti ha intelligenza, vita e capacità di produrre forme materiali.

Queste tre qualità della Prakriti sono l'origine di tutti gli altri Tattva.


2. Mahat - Intelligenza Cosmica

All'inizio della creazione si manifesta la mente cosmica che contiene in sé tutte le leggi, i principi e i Dharma che la manifestazione deve seguire. L'universo nasce da un'idea o dalla meditazione dell'Intelligenza Cosmica e poi prende una forma esterna.

Mahat significa letteralmente "il Grande" e si riferisce ai grandi principi di verità che stanno alla base della vita. Mahat è la Mente Divina per mezzo della quale nascono lo spazio, il tempo, la luce, il suono e i semi della differenziazione. Eppure anche Mahat , l'Intelligenza Cosmica, nella sua grandezza non ha coscienza propria ma opera grazie alla luce riflessa del Purusha , la Pura Coscienza.

A livello individuale Mahat diventa Buddhi , la facoltà di discernimento con cui possiamo distinguere il vero dal falso, il giusto da ciò che è ingiusto, l'eterno dal transitorio. Buddhi è la facoltà che ci permette di scoprire che la vera natura delle cose è diversa dalle loro apparenze mutevoli.

L'Ayurveda pone l'accento sullo sviluppo della Buddhi per acquisire la consapevolezza di come funzionano la mente e il corpo ed essere in grado di usarli correttamente. Dal punto di vista ayurvedico la causa principale delle malattie è il cattivo funzionamento della Buddhi dovuto all'influenza dell'ego che porta a giudizi sbagliati, valori sbagliati e false convinzioni, ciò è definito Pragya aparada , errore dell'intelletto.

L'armonizzazione dell'intelligenza individuale, Buddhi, con l'intelligenza cosmica, Mahat , è la via maestra e la base della conoscenza vedica.

3. Ahamkara - Ego

Il processo della manifestazione avviene per successive divisioni con cui creature diverse e oggetti diversi giungono all'esistenza.Ahamkara significa letteralmente "fabbricazione dell'io", l'ego più che una realtà a sé stante è un processo, una serie di pensieri che dividono ma non una vera entità.

È una forza di divisione indispensabile alla manifestazione della molteplicità degli esseri e delle cose, è uno stadio dell'evoluzione, ma non rappresenta la verità fondamentale o la vera natura delle creature che invece è rappresentata dalla Pura Consapevolezza al di là di ogni personificazione.

Per mezzo dell'ego le potenzialità basilari della materia (Prakriti ) e le leggi fondamentali contenute nell'Intelligenza Cosmica (Mahat ) prendono una forma specifica, le qualità basilari della natura si diversificano in tre gruppi di cinque: cinque sensi, cinque organi di azione, cinque elementi.

Questi nascono da Ahamkara per mezzo di Sattva, Rajas e Tamas , i tre Guna .Se Buddhi è l'intelligenza che ci permette di volgere lo sguardo alla natura profonda e interiore delle cose, l'ego che per sua natura è rivolto verso l'esterno, crea la mente e i sensi, gli strumenti che permettono all'individuo di operare.

L'Ayurveda pone molta enfasi sulla comprensione dell'ego e sulle distorsioni inevitabili create dalla sua influenza, una corretta comprensione dell'ego fa sì che il nostro giudizio rimanga equilibrato e le nostre azioni siano volte al bene universale. Liberarsi dal dominio dell'ego provoca la dissoluzione di tutti i disturbi psicologici e anche di molte malattie fisiche.

4. Manas - Mente

La mente opera per coordinare l'azione dei sensi e degli organi di azione, il ruolo di manas è come quello di una centralina di controllo che raccoglie tutte le informazioni provenienti dai sensi e determina il tipo di attività dei vari organi di azione.

Oltre a coordinare i dati sensoriali che provengono dall'esterno, la mente crea le reazioni soggettive che chiamiamo emozioni (o sentimenti), in questo modo mette in relazione i dati sensoriali con noi stessi.

Manas si forma dalle qualità di Sattva e Rajas ; la facoltà della chiarezza, Sattva , opera per mezzo degli organi dei sensi, Rajas, la facoltà di agire, opera per mezzo degli organi di azione.

Secondo il Samkhya la mente non è la vera sorgente della coscienza ma è qualcosa di materiale essendo osservabile come un qualsiasi oggetto.

Tutto ciò che viene percepito dai sensi è facilmente osservabile come oggetto, ma è anche possibile osservare le emozioni e i pensieri prodotti dalla mente, ciò significa che anche loro si trovano all'esterno del nostro vero Sé che è fatto solo di Pura Consapevolezza.

5-9. Tanmatra - 5 potenzialità sensoriali o elementi sottili

Dalla interazione di Sattva, Rajas e Tamas , le energie o qualità che stanno alla base dell'origine della mente, prendono forma le 5 potenzialità sensoriali che stanno alla base dei cinque sensi:

Shabda - udito – spazio
Sparsha - tatto – aria
Rupa - vista - fuoco
Rasa - gusto – acqua
Gandha - odorato
- terra

I Tanmatra sono più sottili delle sensazioni fisiche che da essi derivano e sono anche le forme sottili dei cinque elementi prima della loro differenziazione in oggetti grossolani. Tali energie primordiali sono necessarie per permettere la coordinazione degli organi di senso con gli oggetti dei sensi.

La percezione dei vari oggetti dei sensi tramite gli organi sensoriali è possibile perché sia gli organi di senso che gli oggetti dei sensi composti dai cinque elementi, sono prodotti dai Tanmatra .

I Tanmatra creano i mondi manifesti in forma di seme, essi creano anche il mondo causale o ideale, il mondo delle idee che precede qualsiasi espressione materiale.

10-14. Pancha Jnanendriya - 5 organi di senso

Gli organi di senso permettono l'esperienza del mondo esterno, ognuno di essi corrisponde a una qualità di senso (Tanmatra ) e ad un elemento:

orecchio - organo dell'udito - etere

pelle - organo del tatto aria

occhio - organo della vista - fuoco

lingua - organo del gusto - acqua

naso - organo dell'olfatto - terra

Gli organi di senso, chiamati anche organi di conoscenza, possono solamente ricevere informazioni, la loro attività espressiva avviene per mezzo dei corrispondenti organi di azione.

E' interessante notare che attraverso gli organi di senso possiamo assimilare i Tanmatra in quanto elementi sottili, così essi ci nutrono a livello sottile.

E' per questo che esiste il detto vedico: "quel che vedi diventi".



15-19. Pancha Karmendriya - 5 organi di azione

I cinque organi di azione corrispondono ai cinque sensi e ai cinque elementi.

bocca (espressione) - udito - etere

mani (afferrare) - tatto - aria

piedi (movimento) - vista - fuoco

organi urino - genitali (emissione) - gusto - acqua

ano (eliminazione) - olfatto - terra

Gli organi di azione fisici sono strutture che ci permettono di agire nel mondo fisico. La funzione del corpo è quella di rendere possibili certe azioni per permettere alla mente di avere delle esperienze nel mondo materiale.

Tali potenzialità di azione esistono ovunque nella natura e si manifestano in molti modi diversi, la loro espressione fisica nel corpo umano è solamente uno di questi modi. Gli organi di azione sono espressivi, la loro capacità ricettiva è data dagli organi di senso. Gli organi di azione sono collegati in misura maggiore con i cinque elementi grossolani, mentre gli organi di senso corrispondono di più ai Tanmatra o elementi sottili.

20-24. Pancha Mahabhuta - 5 elementi

I cinque grandi elementi, in ordine di manifestazione, sono:

etere aria fuoco acqua terra.

Rappresentano la forma eterica, gassosa, radiante, liquida e solida della materia che costituisce il corpo fisico e il mondo esteriore.Gli elementi sono principi che si applicano a tutto ciò che è materia, ma hanno una loro influenza anche sulla mente perché permettono il manifestarsi di diversi tipi di idee.

Fra i due estremi rappresentati dalla terra che con la sua densità non permette alcun movimento e l'etere che permette una completa libertà di movimento, ci sono tutti i possibili gradi di densità della materia che producono la gamma completa delle esperienze possibili e la manifestazione di tutte le idee.

I cinque elementi sono i campi di espressione di diverse idee:

L'etere manifesta l'idea dello spazio, della comunicazione e dell'espressione (per esempio con i moderni telefoni cellulari possiamo comunicare attraverso lo spazio);

l'aria manifesta l'idea del tempo, del cambiamento e fornisce la base per il pensiero;

il fuoco manifesta l'idea della luce, della percezione e del movimento;

l'acqua manifesta l'idea della vita, della liquidità e del movimento fluente;

la terra manifesta l'idea della forma, della solidità e della stabilità.

Gli elementi sono i mezzi necessari all'espressione dell'Intelligenza Cosmica, dal punto di vista dell'Ayurveda, tutto ciò che appare nella creazione a livello grossolano ha sempre un aspetto sottile che permea tutta la creazione, quindi i cinque elementi non sono solo alla base della forma grossolana delle cose, ma sono anche alla base della loro forma sottile o causale, sono l'idea di sottofondo che va a generare ogni oggetto materiale.

Gli elementi sono presenti in tutti e tre gli aspetti della manifestazione: corpo, mente e anima.
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Shakti, Kundalini, and Tantra





















There is one energy (Shakti) that keeps taking on new shapes and forms. Each time the energy takes on a new form, we give it a new name.

One energy with many names and forms:

There is one energy that keeps taking on new shapes and forms. In Tantra the name of that energy is Shakti, which is the manifesting, or feminine force that is actually one and the same with its only apparent companion Shiva, the latent, or masculine. Each time the energy takes on a new form, we give it a new name. Shakti becomes Kundalini Shakti, or simply Kundalini. Kundalini becomes the energy of Prana, which flows in patterns or channels called Nadis, and concentrates itself by forming intersections known as Chakras. The subtle energies condense and become known as earth, water, fire, air, and space, forming our experience of the gross world. With Kundalini awakening, the primal energy of Shakti awakens in its true form.

Seek to experience that one energy:

To know, in direct experience, that unchanging truth, the one energy that is the substratum of all of the names and forms, is one of the ways of describing the universal goal of spiritual life. It is the experience of the union of Shakti and Shiva, creation and its ground, feminine and masculine, even though they were never actually divided in the first place. It is like wetness that is never separate from water, sweetness that is never separate from sugar, and warmth that is never separate from sunlight.

The River and Electricity

We naturally use new names: To understand Shakti and the process of Kundalini awakening, it is very useful to have a good understanding of the process by which we naturally use language to give a new name to something whenever the form changes.

A metaphor: One day, while sitting by the River Ganges in the Himalayas, the insight came that a river and electricity can be used as a metaphor of how this process of renaming happens:

Potential: Imagine a river that has a dam holding back the water. The river turns into a lake, which has potential energy that is held back from flowing.

Kinetic: When the river flows through a channel towards a generating plant, it becomes an active energy of motion, which is called kinetic energy.

Mechanical: When the flowing water moves through the blades of the generator, there is mechanical energy.

Magnetic: In the generator the turning blades rotate a large mass of metal, creating magnetic energy.

Electro-magnetic: There is a lot of wire wrapped around the turning metal cores, and this causes a transition into electro-magnetic energy.

Electricity: As the energy leaves the generating plant, going down the wires, we call it electrical energy or simply electricity.

Motion, light, sound, heat, cold: When the electricity comes into your house it transforms in many ways, and gets many new names, including motion, light, sound, heat, and cold. It forms music, television images, computer processes, and microwaves.

It's all one energy: In all of these changes in name and form of energy, there remains the central energy that is in support of all of those many forms. It is the very energy that is in potential form in the river. You may be sitting quietly, watching the river, while under the breeze of a fan, listening to recorded music, under the light of a lamp. The energy behind the fan, the music, and the light is none other than the energy in the river, which is right in front of you. This is not a mere symbolism. The electricity flowing into these instruments is literally one and the same with the energy in the river in front of you.

The Kundalini Shakti

We also rename the energy of consciousness: In a similar way, there is one energy (Shakti) in the universe that also keeps changing its form. Each time that that energy changes form, we give it a new name. Following is a description of how this works. In reflecting on this, it is important to keep in mind that some schools, teachers, or lineages use the various terminologies somewhat differently from one another, though the principles might be essentially the same. It is the process that we want to clearly understand, so that we may journey through these levels to their source.

Shakti: The universal energy of consciousness is called Shakti.

Kundalini-Shakti: The word kunda means a bowl in which fire is burned. Thus, when Shakti resides in a bowl called kunda at the base of the spine, it is called Kundalini-Shakti. Going back to the river metaphor, imagine that you are holding a bowl called kunda in your hand. When you plunge the bowl into the river, you say, "I have put the bowl into the river." However, the moment you pull your hand and the bowl out of the river, you say, "I have water in the bowl." In that moment, the river was given a new name, changing it from river to water.

Kundalini: Then, in our common language, the word Shakti is dropped away, and the energy in the bowl is simply called Kundalini. In effect, Kundalini-Shakti has been given a new name, simply Kundalini. Even though it is now called simply Kundalini, it remains none other than pure Shakti. The only difference, if you can call it a difference, is that the Shakti is now in the bowl.

Prana: A tiny amount of the energy called Kundalini radiates off of its subtle mass, like steam rising from a bowl of boiling water. That radiating energy is called Prana. Again, once it changes form slightly, it gets a new name. Just like the water turning to steam, while still remaining water, the Kundalini, which is still Shakti, "becomes" Prana.

Nadis: That Prana tends to flow in certain patterns, or lines, like the steam rising in more or less predictable channels. These lines, patterns, or channels are called Nadis. Once again, a new name is introduced.

Chakras, marmas: The thousands of Nadis, with their Prana (that is really both a small amount of Kundalini, and still Shakti), crisscross here and there like minor or major highway intersections. Those major highway intersections are called Chakras (minor intersections are Marmas or Marmashtanas). It is because of this crossing pattern, like highway intersections, or spokes on a wheel, that the word chakra is used, which literally translates as wheel.

Vayus: From there the Chakras, with their different shapes and styles of intersection, cause five flows of energy called Vayus.

Bhutas, tattvas: These take on the qualities of earth, water, fire, air, and space, which are called Tanmatras and Bhutas at their subtle and gross levels

Indriyas: Also from the subtle energy emerge the five Jnanendriyas or cognitive senses of smelling, tasting, seeing, touching, and hearing, as well as the Karmendriyas or instruments of action of eliminating, replicating, moving, holding, and communicating.

Brain, body, breath: Collectively these manifest as the various aspects of our physical brain, body, and breath. Still, they are none other than the Shakti, Kundalini-Shakti, Kundalini, and Prana flowing in Nadis, which they were all along.

There is only one energy: One of the major insights of Tantra and Yoga meditation, possibly the key to the whole science of Tantra, is that there is only one energy in the whole of the universe, and our task is to know that, in direct experience.

Experiencing that one energy

With Kundalini awakening, the full force of the dormant Kundalini comes forth from its dormant state. To awaken the Kundalini and allow it to rise through the levels of manifestation, returning to its source, is the ultimate Realization of the Absolute, which is both mother and father aspects of reality, Shakti and Shiva.

Through self effort in Tantra and Yoga meditation, and the bestowing of grace, or Shaktipat, the sincere aspirant experiences this Truth.

Marma, Prana and Shakti

Marma and Prana

Marmas are most closely connected with our vital energy, or prana.

They serve as ‘pranic control points’ on the body, where the energy of prana can be treated, controlled, directed or manipulated in various ways.























This is perhaps the key to their importance.

Many strictly anatomical marmas are still important pranic zones, like points by the heart or the head, because our anatomy is created by and serves to hold prana. Prana and vata dosha (which is connected to prana), for example, reside and accumulate in the empty spaces in the body, particularly in the spine and the joints. So many marma points are located in these regions.

Even in a particular marma area, the main pranic point in it may shift or move over time, which means that the prana at a marma is more important than the general structure of the marma itself.

Prana and Shakti.

There are only two kinds of energy. One is the air energy, which is referred to as chi, or ki, or prana, and then there's also the Kundalini Shakti energy, which is the energy of cosmic consciousness.

If you have an open third eye, you can actually see the prana particles in the air. You may have noticed sometimes if you look at a bright blue sky, snow, or if you look at the air around a tree, there's a lot of tiny swirling comets that seem to wink in and out of existence.

Those are prana particles. Science may try to tell you that what you are seeing is the blood moving through the back of your eyes. However, if you observe the phenomena for yourself, you will notice that there are more prana sparkles around a tree than a building or telephone pole.
More prana in a forest than a supermarket. You may also notice than when the energy is high, they swirl bright and quickly, and when there is less energy they will be less bright and more sluggish in their movements.

Chi is the ambient life energy that things are made out of. It's used a lot in martial arts, like Tai Chi, and in energy work like Chi-gong or Reiki.

It's used in a lot of different forms of healing. The more chi you have the healtheir you will be. More life energy means more life!Chi energy needs to be directed. Reiki is Chi that is being directed by symbols transmitted to the Healer during attunement initiation by the Master.

Chi can be affected by human thought. We can change it, direct it and we can give directions what it does.

Kundalini Shakti is really different, because you cannot tell it what to do.

You can ask it nicely, but you cannot control the Shakti energy. The Shakti has its own intelligence that is infinitely wiser than any human being. The Shakti is the Life-force, the Goddess-force. It is intelligent.

So, when we're working with chi, to invoke healing, or when we are opening and drawing the light down inside us, we're using an energy that needs to be told what to do. It needs to be controlled and adressed. Whereas, when radiating Shakti energy, don't tell it what to do. Just send it out, and it's own wisdom makes it take whatever form is needed by the recipient.

Since we are not directing it, we don't know what form it takes.

It's the unconscious of the person who receives it, and their own proper guidance that decides what that Shakti shows up as. So just send out the unconditional love, as a vessel, and the Shakti does what it wants.

It is the Shakti that we surrender to, because it is so much wiser than we are. It is the wisdom of the infinite that is outside of time. Whereas the prana, the chi energy, we just open it up and we let it in. It's the vibration of sunlight, as opposed to the earth energy that comes up from below.

The Central Channel























The Central Channel is the channel that corresponds to the main chakras on the body.

The touch for holding these points is gentle connection. Pressure is not necessary, but it is important to feel “on” the point. There is no time limit for holding the points.

Simply hold the points until you feel aware of the energy, the personality, the vibration, or waves in your hands or in the points.

The Great Central Channel is like the arc creating by two basic acupressure meridian:

1. Conception Vessel

2. Governing Vessel.

This energy moves in a circular motion up the back and down the front.

This channel is very important for the health of the whole being as it harmonizes and centers the individual.It governs spiritual and emotional issues.

It corresponds to the chakras of yoga and when balanced through marmasakti, can bring everyone to a greater awareness.



Ama means disease

Ama is a Sanskrit word literally meaning "uncooked" or "undigested".

In ayurveda, ama is used as a technical word for anything that exists in a state of incomplete transformation. In particular, it can refer to a toxic byproduct generated due to improper or incomplete digestion. The concept does not have a direct equivalent in standard medicine.

Toxins that were produced at any stage of metabolism and that are circulating through the channels are also sometimes called ama. The first stage of any disease is also frequently called ama. It represents, in a gross sense, mere indigestion which begins in the stomach, to, in a finer sense, even a faulty enzymatic pathway that prevents or hampers a metabolic cycle or chain. Agni, or the fire of life is supposed to be the most important factor that facilitates transformation and an improperly operating agni is the cause of ama.

When ama gets properly transformed, either spontaneously or assisted by treatments and medicines, that stage is known as nirama. Ama is a peculiar concept in Ayurveda and it is an important factor in a cause of disease and in modification of disease process.

Role of Ama

Ama originates from improperly digested toxic particles that clog the channels in your body. Some of these channels are physical and include the intestines, lymphatic system, arteries and veins, capillaries, and genitourinary tract.

Others are nonphysical channels called nadis through which your energy flows. Ama toxicity accumulates wherever there is a weakness in the body, and this will result in disease.



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Like this "vision of un-digested e-motion"

Shakti o Volontà-Energia

















La Shakti si trova nel Sahasradala (il settimo chakra) proprio sopra la sommità della testa ed opera da tale sede d'azione.

Sotto di essa, alla sommità del cranio, c'è la Buddhi superiore, (intelligenza, comprensione) sotto la quale, occupando il livello mediano del cervello, c'è la ragione, o Buddhi inferiore; sotto quest'ultima, alla base del cervello, si trova l'organo di comunicazione con il Manas (mente sensoria). Potremmo chiamare quest'organo la "comprensione".

La conoscenza, la ragione e la comprensione sono le tre parti del cervello.

Queste funzioni si trovano nel corpo sottile, ma sono collegate alle parti corrispondenti del cervello fisico. Il Manas è nel petto, proprio sopra al cuore, ed è l'organo sensoriale con i suoi cinque Indrya subordinati.

Sotto il Manas, tra il cuore e l'ombelico, si trova Chitta (coscienza di base, mente emotiva, mente del cuore). Da quel punto fino all'ombelico ed oltre è la regione del prana psichico suksma (i piani sottili dell'essere). Tutti si trovano nel sukshmadeha, ma sono collegati ai rispettivi punti con lo Sthula Deha (il corpo materiale).

Due funzioni sono situate nello sthula deha stesso: il prana fisico o sistema nervoso e lo Annam o corpo materiale (materia grossolana).

Ora, la Volontà è l'organo dell'Ishwara o maestro vivente del corpo.

Essa opera attraverso tutte queste funzioni, attraverso la Buddhi per il pensiero e la conoscenza, attraverso il Manas per la percezione sensoriale, attraverso il Chitta per l'emozione ed attraverso il Prana per la fruizione.

Quando funziona perfettamente, operando in ciascun organo secondo le sue capacità, l'azione della Shakti diviene Perfetta ed infallibile. Ma esistono due cause di debolezza, d'errore e di cedimento. Innanzi tutto, la confusione degli organi.

Se il Prana interferisce nella sensazione, nell'emozione e nel pensiero, allora la persona diventa anisha, schiava del Prana, vale a dire dei desideri. Se il Chitta interferisce con la sensazione ed il pensiero, allora questi ultimi sono viziati dalle emozioni e dalle loro corrispondenti voglie.

Se per esempio l'amore interferisce con la Buddhi, la persona diventa cieca rispetto all'oggetto del suo amore, non sa distinguere tra il giusto e lo sbagliato, tra kartavya e akartavya, in tutto ciò che riguarda l'oggetto del suo amore. Diventa in misura più o meno grande schiava delle emozioni, dell'amore, dell'ira, dell'odio della pietà, della vendetta ecc.

Nello stesso modo se il Manas interferisce con la ragione, la persona prende le proprie sensazioni per idee giuste o veri argomenti. Giudica basandosi su ciò che vede e sente in luogo di giudicare ciò che vede o sente.

Se, ancora, la ragione, l'immaginazione, la memoria interferiscono con la coscienza, la persona è tagliata fuori da ogni conoscenza superiore, vaga in tondo nel circolo interminabile delle probabilità e possibilità. Se, infine, persino la Buddhi interferisce con la volontà, allora la persona resta circoscritta al potere della sua limitata conoscenza, invece di avvicinarsi sempre più all'Onnipotenza.

In breve se una macchina o strumento è impiegata per un lavoro cui non è adatta, per cui non è stata creata o adattata fin dall'inizio, o non sarà per nulla in grado di fare il suo lavoro, oppure lo farà male in quanto si viene a creare dharma-sankara.. Quello che ora ho descritto è lo stato normale degli uomini prima che conquistino la conoscenza.

Tutto è dharma-sankara, confusione delle funzioni, cattiva amministrazione e governo incompetente o ignorante. La Volontà, il vero ministro, è ridotta ad un burattino dei funzionari di più basso rango che lavorano tutti per i loro scopi egoistici, interferendo l'uno con l'altro ed ostacolandosi l'un l'altro o favorendosi l'un l'altro in modo disonesto, per il loro tornaconto e a detrimento dell'Ishwara loro signore.

Egli non è più l'Ishwara, ma è anisha, diventa la marionetta e lo zimbello dei suoi servitori.Come mai lo permette? A causa di Ajnanam. Non sa, non si rende conto di quello che i ministri e i funzionari ed il loro innumerevole seguito di portaborse stanno facendo di lui. Che cosa è Ajnanam? E' l'incapacità di riconoscere la propria vera natura, posizione ed autorità.

Egli ha cominciato con il provare un profondo interesse per una piccola provincia del suo regno, il corpo. Ha pensato, "Questo è il mio regno." E' diventato lo strumento delle proprie funzioni fisiche. Così anche con l'essere nervoso, sensoriale, emotivo e mentale: egli si identifica con ciascuno di essi. Dimentica di essere diverso da loro, e molto più grande e potente.

Ciò che deve fare è riprendere in mano le redini del potere, ricordarsi di essere l'Ishwara, il re, il signore e Dio in persona.

Basandosi su questa presa di coscienza deve ricordarsi d'essere onnipotente. Ha al suo fianco un grande ministro la Volontà. Che egli sostenga e diriga la Volontà e la Volontà porterà l'ordine nel governo e costringerà i funzionari a fare ciascuno il proprio dovere in tutta obbedienza e perfezione.

Naturalmente, questo non accadrà subito. Prenderà tempo. I funzionari sono così abituati a lavorare nella confusione e nel malgoverno che all'inizio saranno recalcitranti a lavorare nel modo appropriato; e, d'altra parte, anche se volessero farlo lo troverebbero difficile. Non saprebbero nemmeno da dove cominciare.

Per esempio, qualora incominciate ad usare la vostra volontà, che cosa è probabile che accada?

All'inizio cercherete di usarla attraverso il Prana, il desiderio, la vaghezza, la speranza; oppure l'userete attraverso il Chitta, con emotività, eccitazione, aspettativa, o attraverso il Manas usando Cheshta, combattimento, sforzo, come se lottaste fisicamente contro la cosa che volete controllare; oppure userete la Buddhi, cercando di dominare il soggetto del vostro interesse con il pensiero, pensando "così sia", "che questo accada", ecc.

Tutti sono metodi che lo Yoghi usa per ritrovare il potere della Volontà: lo Hata-Yoghi usa il Prana e il corpo, il Raja-Yoghi usa il cuore, il Manas e la Buddhi.

Ma il metodo migliore sfugge a entrambi. Anche il secondo metodo è solo un ripiego che necessariamente comporta lotta, sconfitta e frequente disappunto. La Volontà è perfetta nella propria azione solo quando opera in modo indipendente da tutte queste cose, diretta verso il suo oggetto dal sahasradala, senza sforzo, senza emozione e ansietà, senza desiderio. Obbedisce sempre l'Ishwara, ma agisce in sé stessa e attraverso sé stessa.

Usa le altre cose, non dev'essere usata da queste. Ogni funzione per sé, - e la Volontà è la sua propria funzione.

Usate la Buddhi per la conoscenza, non per il comando;
usate il Manas per la percezione sensoriale, non per il comando né per la conoscenza;
usate il cuore per le emozioni, non per la percezione sensoria, la conoscenza o il comando;
usate il Prana per la fruizione, e per nessun'altra cosa.

Usate il corpo per il movimento e l'azione, non come una cosa capace di limitare o determinare la conoscenza, l'emozione, la percezione dei sensi, il potere di godimento. Dovete quindi mantenervi distaccati e comandare tutte queste cose come entità da voi separate. Esse sono semplici yantra, meccanismi; il Purusha è lo Yantri o signore del meccanismo, e l'elettricità o potere motore è il Volere.


Questa è la vera conoscenza. Vi dirò in seguito come farne uso. E questione di pratica, non di semplice insegnamento. Colui che ha anche solo un poco di dhairyam, la calma costanza, usando il Volere può avvicinarsi per gradi alla padronanza del meccanismo.

Ma prima egli deve sapere; deve conoscere la macchina, il potere motore, deve conoscere sé stesso. Non è necessario che la conoscenza sia perfetta per cominciare, ma deve esserci almeno una conoscenza elementare, come quella che sto cercando di darvi.

Vi sto spiegando le diverse parti della macchina, la loro natura e le loro funzioni, la natura del Volere e la natura dell'Ishwara.

NOTE

Sahasradala: il settimo chakra detto Loto dei mille petali.
Buddhi: intelligenza, comprensione, il principio del discernimento.
Manas: mente sensoria.
Chitta:. coscienza di base, mente emotiva, mente del cuore.
Suksma: i piani sottili dell'essere, parti sottili dell'essere umano.
Suksma deha: il corpo sottile.
Sthula deha: il corpo materiale.
Annam: corpo materiale, materia grossolana.
Kartavya e akartavya: il dovere, e ciò che non deve essere fatto.
Anisha: non signore, non padrone, soggetto alla natura.

Tratto dalla rivista edita a Pondicherry dall'Aurobindo Ashram "DOMANI", NOV 1989 PAG. 256